La rete Eurydice, nata nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei.
È online dal febbraio 2019 sul sito ufficiale il rapporto “Integrating Students from Migrant Backgrounds into Schools in Europe: National Policies and Measures”.
Il volume, che fa riferimento all’anno scolastico 2017/2018, offre un’analisi comparativa delle politiche e delle misure messe in atto dalle autorità educative nei Paesi europei per promuovere l’integrazione scolastica degli studenti migranti neoarrivati.
Lo studio è suddiviso in due parti, precedute da un’introduzione e da un quadro di contesto che contiene dati demografici sull’immigrazione in Europa e dati sui risultati degli studenti migranti negli studi e sul loro benessere a scuola.
La prima parte presenta un’analisi comparativa sui 42 sistemi educativi dei Paesi della rete Eurydice che riguarda i seguenti argomenti: governance; accesso all’istruzione; lingua, apprendimento e supporto psico-sociale; insegnanti e capi di istituto.
La seconda parte, invece, analizza alcune politiche e misure di integrazione mirate sul singolo alunno in 10 Paesi: Italia, Germania, Spagna, Francia, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Svezia, e Inghilterra.
Per quanto riguarda l’accesso all’istruzione e alla formazione, il rapporto evidenzia che, nella maggior parte dei sistemi scolastici, i giovani migranti in età di obbligo scolastico hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro compagni nativi, mentre in 13 sistemi di istruzione, fra i quali non figura l’Italia, è possibile che i giovani migranti non più in età di obbligo scolastico non abbiano il diritto di accesso all’istruzione. Secondo i dati dello studio, il numero degli studenti migranti che hanno bisogno di sostegno linguistico è un criterio spesso dirimente per l’assegnazione dei finanziamenti per l’integrazione.
In Italia, i documenti ufficiali sottolineano l’importanza dell’istruzione e del supporto tra pari, in particolare con l’aiuto degli alunni di seconda generazione che svolgono la funzione di tutor con gli alunni neoarrivati.