Sintesi del terzo gruppo di studi della III SESSIONE di lavori al Convegno per i 20 anni di Cammino
venerdì 25 gennaio 2019 h. 15:00-18:30

La vita media si è allungata e la natalità si è ridotta: ma l’effettiva tutela dei diritti fondamentali degli anziani presenta lacune e disuguaglianze tra classi sociali e aree del Paese. I nostri istituti giuridici (penali, civili ed amministrativi di welfare) non sono idonei a renderne effettiva e a garantire dignità e pienezza di vita.

L’assenza di adeguata rete sociale, soprattutto nelle grandi città, incrementa il c.d. “barbonaggio domestico” per solitudine e diffidenza mentre il nuovo fenomeno della “gerontomigrazione” vede un numero crescente di anziani migrare per conseguire risparmi fiscali e godere di clima o servizi migliori.

L’anziano sano e con buone relazioni familiari e sociali gode di una vita piena ed affettiva anche nella terza e quarta età rappresentando risorsa affettiva e patrimonio di saggezza in una prospettiva di solidarietà intergenerazionale. La depressione è frequente nella terza e quarta età per problematiche neurologiche connesse all’età stessa (diminuita concentrazione di neuromediatori) insieme alle altre concause esistenziali (lutti, sofferenze, delusioni, solitudine).

Gli anziani sono esposti per la loro intrinseca vulnerabilità a varie forme di violenza: approfittamento di familiari ed estranei (ad es. badanti). In aumento i reati nei confronti degli anziani: circonvenzione d’incapace, maltrattamenti in famiglia, maltrattamenti e abusi nelle case di riposo, truffa aggravata etc. L’intrinseca fragilità dell’anziano, vittima spesso all’interno delle mura domestiche, comporta la sussistenza di un consistente numero oscuro di reati oltre il fatto che la vittima è anche testimone vulnerabile. Necessario rivedere la normativa sostanziale e processuale e il coordinamento degli uffici. Inadeguati gli strumenti civili di tutela rigidi come interdizione e inabilitazione. È tuttavia anche necessario rivisitare la disciplina dell’amministratore di sostegno e quella relativa ai doveri dei figli e agli alimenti, istituti insufficienti a garantire i diritti fondamentali della III e IV fascia di età.

La dignità in queste fasce di vita non è tutelata, specie nei momenti di massima fragilità (malattia, ricovero) in cui la violazione del pudore, della privacy e della riservatezza sono prassi diffuse.

Coordinatore: Rita Ielasi, Vicepresidente CAMMINO area isole. Interventi di: Melita Cavallo, già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma; Mario Rosario Ciancio, già Presidente sezione IX Tribunale di Roma; Maria Monteleone, Magistrato coordinatore del gruppo specializzato sulla violenza, Procura della Repubblica del Tribunale di Roma; Giovanni Giacobbe, Professore emerito Università LUMSA Roma; Ciriaco Scoppetta, Neuropsichiatra, saggista, già primario ospedaliero.
Sintesi finale di Sabrina Saba, Componente Direttivo nazionale CAMMINO.

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