La Suprema Corte ha rigettato il ricorso cautelare proposto avverso la decisione del CNF n. 14 del 2015, nella considerazione che non è precluso al COA la verifica del possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi per l’esercizio della professione di avvocato (in primis dei requisiti di onorabilità) anche nei confronti del cittadino di uno Stato membro, che, dopo aver ottenuto in altro Stato membro la qualifica professionale di avvocato a seguito di superamento di esami universitari, faccia ritorno nello Stato di cui è cittadino e richieda l’iscrizione nella sezione speciale dell’Albo degli Avvocati stabiliti.
IL POSSESSO DEI REQUISITI OGGETTIVI E SOGGETTIVI PER ESERCITARE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO È RICHIESTO ANCHE PER L’ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DELL’ALBO DEGLI AVVOCATI STABILITI (Cass. SS.UU. 27.07.2015 n. 15694) di Guendalina Garau
