Il 06 maggio 2015 la Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento Europeo ha posto un’interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione in ordine alle misure adottate per contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci e forzati con le bambine e le giovani ragazze, richiedendo espressamente informazioni sulle iniziative poste in essere per garantire la più ampia ratifica della Convenzione di Istanbul, sui piani d’azione per la cooperazione, gli scambi ed il dialogo con paesi terzi per contrastare il fenomeno, ed ancora sulle campagne di informazione e sensibilizzazione nei paesi in cui tale pratica è diffusa, e sull’impegno in essi per garantire la scolarizzazione delle ragazze ed altri sistemi a sostegno delle loro famiglie per evitare il fenomeno, con relativo supporto a progetti legislativi allo scopo. In particolare le deputate hanno sottolineato come tale pratica è contemporaneamente una violazione dei diritti dei fanciulli ed una forma di violenza sulle donne, verificandosi una lesione dell’integrità fisica, non essendo, così, le ragazze in condizione di pianificare la vita familiare e di respingere violenze, quali veri e propri stupri nel matrimonio. E’ indubbio che un matrimonio e la maternità in età meno precoce possono garantire loro un miglior sviluppo economico, sociale ed una maggiore tutela della salute.