di Aloisia Bonsignore
La Corte d’Appello, a motivo del fatto che la casa familiare assegnata alla madre dei minori non era utilizzata in modo continuativo, richiamando il principio di bigenitorialità, aveva disposto in favore del padre il diritto di visita con la modalità consistente nel vivere presso la casa familiare unitamente ai figli per un periodo di dieci giorni al mese mentre la madre avrebbe potuto abitarvi nei restanti giorni del mese. La Corte di Cassazione ha ritenuto inadeguato il provvedimento reso dalla Corte d’Appello – che aveva anche omesso di valutare la compatibilità del provvedimento reso con la situazione di alta conflittualità esistente tra i genitori e sulle conseguenze che tale contrasto può generare quanto alla condizione del minore e alla reciproca tutela del diritto al rispetto della vita privata – sottolineando che non era stata data adeguata considerazione all’interesse dei minori non ascoltati in merito ad una questione, quella riguardante l’uso della casa familiare, fondamentale per l’organizzazione della loro vita. La Corte d’Appello aveva richiamato il principio di bigenitorialità senza realmente valutare l’interesse dei minori nel caso e omettendo, ai fini di tale valutazione, di procedere al loro ascolto.