Questo il principio ribadito dalla S.C. confermando il decreto della Corte di Appello di Roma dichiarativo dello stato di abbandono dei minori, pur in presenza della volontà del padre e della madre di non perdere il contatto con i propri figli.
Ciò avendo riscontrato in concreto «le tipiche criticità conseguenti allo stato di tossicodipendenza, consistenti in un’alterata percezione di sé e della realtà con gravissime ricadute sull’idoneità all’accudimento ed alla crescita equilibrata dei figli», aggravate inoltre «dall’alleanza di coppia» e da un’interpretazione dei bisogni dei bambini «legata essenzialmente all’alimentazione ed alla vigilanza sulle condizioni di salute, senza considerazione per la cura e la pulizia degli ambienti, funzionale anche alla prevenzione d’incidenti domestici, e senza un congruo apprezzamento della necessità di condivisione del tempo». Lacune che «non potevano ritenersi compensate dal legame affettivo comunque riscontrato con i minori».